Umberto Vicaretti - XLI Premio Firenze

XLI Premio Firenze
Title
Vai ai contenuti

Umberto Vicaretti


PREMIO ALLA CARRIERA

UMBERTO VICARETTI

Non poteva esserci migliore occasione della partecipazione di Umberto Vicaretti al Premio Firenze, con la poesia-sintesi di “Clochard Senza Canzoni” per attribuirgli un premio alla carriera. Si tratta infatti di una poesia che suona come un manifesto programmatico del suo modo di interpretare il ruolo trentennale di Poeta, iniziato con la prima antologia edita per Bastogi nel 1997.
Siamo di fronte ad un’opera ormai definitivamente matura, che conferma le ben note doti letterari dell’autore.  La ricerca della sonorità dei versi la fa da padrone: una incalzante successione di versi (perlopiù endecasillabi) è capace di fluire senza soluzione di continuità grazie all’abilità di chi scrive, alla quale ci ha ormai abituati, di piegare il verso libero alle proprie esigenze musicali.

La Giuria del Premio Firenze

CLOCHARD SENZA CANZONI

Sono stato un poeta,
o forse solo
un randagio clochard senza canzoni.

Con parole di miele ho accarezzato
la ragazza perduta che a Srebrenica
cercava tra i castagni vie di fuga
(il passo dei soldati inesorabile!...)
e i bambini che a Buchenwald cantavano
marciando verso le costellazioni.
Dei cuccioli smarriti di Beslàn
ho cantato coriandoli di cuori,
di Anna e Aylàn il grido soffocato,
di Malala l'orgoglio e di Masha
una ciocca recisa di capelli.

Sono stato un poeta, o forse solo
un maldestro giullare della cetra,
discordi le mie note a consolare
le madri affrante ai piedi d'ogni croce.

Ora non voglio più scrivere versi.

Non straziatemi più con il martirio
della ragazza crespa che, in aprile,
attraversava il fiume a Chisimaio,
ultimo volo prima della resa
all'empio rito della prima pietra:
non ho più musiche né più parole
per consolare il pianto dei bambini,
per cantare il coraggio delle donne.

Sono stato un poeta,
o forse solo
un randagio clochard senza canzoni.


Torna ai contenuti