Mina Gechi
SEZIONE A - POESIA EDITA
FIORINO D’ARGENTO
MINA GECHI
per il volume

“ECCENTRICA”
(Eretica Edizioni 2024)
Con la seguente motivazione:
Nella sua primogenita narratio lirica “Eccentrica”, Mina Gechi s’innalza su se stessa, con la veemenza mercuriale di un seme pronto all’esplosione, lasciandosi trasportare libera-mente dai venti dell’impollinazione letteraria, sulla selva umana di tutte le pulsazioni della Vita, per rintracciare nella triunità dell’io, del noi e dell’essere, il terreno dove coltivare il proprio albero vitale, indirizzando le proprie fronde surrealiste, verso l’alto e il profondo, senza deviare il percorso della sua linfa iniziatica, travasata nella linfa vegetale, con ardore e perizia stilistica, fertilizzata da infiorescenze allegoriche e traslazioni figurative varie… E quando la foresta dell’immaginario di Mina Gechi, si schiude al soffio malinconico della luce, sembra di sentire nei suoi versi disseminati, come piante sulle pagine, alcune tonalità rarefatte della voce fragrante e vegetale del poeta spagnolo Vicente Aleixandre Pittura, eseguita dallo stesso autore su tutte le policromie del colore dell’infinito.
La Giuria del Premio Firenze
Da “Eccentrica”
BRACE
Ero un vaso stipato di parole
sordo ronzio
di paure e conseguenze
freddo contenitore
di un contenuto incandescente
e tu
se mi senti crepitare
soffia la brace
che rifiuta di diventar lapillo
***
Quanta linfa mi scorreva nelle braccia
mentre seguivo senza volerlo
i miei sogni
e benché certamente non fossi predisposta,
i piedi cominciavano a radicare.
Capitava
- e non di rado-
che approfittando del torpore notturno
qualcuno mi cingesse il tronco
a canne di bambù
per indirizzarmi la crescita
ma cresceva in me
il sospetto
della inesorabile trasformazione
della carne
in rigenerante verdura.